Psicologo umanista, noto per la piramide dei bisogni, il concetto di “auto-realizzazione” e le “esperienze culmine”.
Psicologo e discepolo di Freud, ha definito il “desiderio di perfezione” e la “lotta per la superiorità”.
Filosofo, ideatore insieme a David Chalmers della “Teoria della Mente Estesa”.
Ex monaco buddista, autore del saggio Libera la mente.
Neuroscienziato, definisce la percezione cerebrale del mondo come una “allucinazione controllata”.
Neurofisiologo, ricordato per i celebri esperimenti degli anni ’80 sull’attività cerebrale inconscia e il libero arbitrio.
Figura spirituale, citato come “colui che si è svegliato” dal sogno dell’ignoranza e per le sue Nobili Verità sulla sofferenza.
Psicologo analitico (del profondo), noto per i concetti di inconscio collettivo, Ombra, Anima e per il processo di individuazione.
Psicologo umanista, autore dei concetti di Io Reale, Io Ideale e della “tendenza attualizzante”.
Filosofo moderno, noto per il dualismo sostanziale (res cogitans e res extensa) e il principio Cogito, Ergo Sum.
Premio Nobel e psicologo, ha formalizzato i concetti di Sistema 1 (veloce e intuitivo) e Sistema 2 (lento e logico) nell’apparato cognitivo.
Filosofo, noto per aver definito i Qualia, il “Problema Difficile” della coscienza e per la co-creazione della “Teoria della Mente Estesa”.
Maestro zen, ricordato per l’insegnamento: «non sapere è la cosa più intima».
Maestro e autore, citato per la sua spinta radicale al risveglio nel momento presente.
Fenomenologo e filosofo che ha approfondito il concetto di Io Puro e di Io trascendentale.
Filosofo stoico, le cui idee si basano sulla “dicotomia del controllo”.
Filosofo antico, menzionato per l’affermazione per cui «non puoi bagnarti due volte nello stesso fiume».
Filosofo, noto per aver criticato Cartesio e per aver definito l’Io come una finzione o superstizione grammaticale.
Scrittore, citato per l’intuizione secondo cui gli esseri umani hanno tre vite: pubblica, privata e segreta.
Filosofo che ha teorizzato l’esistenza dell’Io trascendentale come funzione unificante dell’esperienza.
Biologo del Novecento, ideatore del concetto di Umwelt (mondo circostante) per descrivere le limitazioni percettive di ogni specie.
Filosofo esistenzialista, autore de La trascendenza dell’Ego, che ha teorizzato l’Io come oggetto costruito dalla coscienza nel mondo.
Pensatore che ha esplorato la natura condizionata del pensiero, la frammentazione creata dall’Ego e il significato di autentica mente religiosa.
Biologo e pioniere che ha trasformato l’antica pratica meditativa orientale (Sati) nello strumento clinico e laico della Mindfulness.
Psicologo e neuroscienziato, utilizza la metafora del Cavaliere e dell’Elefante per descrivere il rapporto tra pensiero cosciente e inconscio.
Maestro dell’antica saggezza taoista, richiamato nel testo per l’insegnamento secondo cui è proprio il vuoto del vaso a renderlo utile.
Psicologa e neuroscienziata, nota per i suoi studi sull’elaborazione attiva e istantanea delle emozioni come costrutti cerebrali.
Filosofo che ha analizzato la parola “Io” come gioco linguistico e ha riflettuto sui limiti del linguaggio.
Filosofo stoico che ha fondato la sua etica sulla separazione tra ciò che è sotto il nostro controllo e ciò che non lo è.
Filosofo che descrive i vincoli della nostra condizione di esseri finiti e radicati nella realtà del mondo.
Fenomenologo e pensatore che ha posto l’esperienza vissuta al centro della sua indagine.
Autrice citata nella bibliografia per i suoi testi su mindfulness, emozioni e approccio non giudicante.
Scienziati a cui devono il nome le aree cerebrali altamente specializzate dedicate rispettivamente alla produzione e alla comprensione del linguaggio.
Psicologo studioso del trauma, citato per la metafora fisiologica degli animali (la gazzella) in relazione al blocco dell’energia emotiva umana.
Filosofo, ricordato per la celebre Allegoria della Caverna che descrive il risveglio della coscienza.
Psicoanalista, citato indirettamente in quanto figura di riferimento per il suo discepolo Alfred Adler.
Filosofo citato per il suo imperativo in cui ritiene che una vita non esaminata non sia degna di essere vissuta.
Filosofo citato per il concetto di Deus sive Natura (la realtà come tutto unico e necessario).